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Famiglia Kinský

Storia della famiglia Kinsky

Quella dei Kinsky è un’antica famiglia aristocratica boema che ha occupato un posto notevole non solo nella storia della città di Chlumec nad Cidlinou, ma anche in quella di tutta la nazione cèca.  Le radici della famiglia risalgono al lontano passato, fino al XIII secolo, al tempo del regno di Přemysl Ottocaro I.
La residenza originaria degli antenati fu il villaggio fortificato di Vchynice u Lovosic, dal quale il nome Vchynsky.  Quest‘ultimo durante i secoli si modificò nella forma attuale di Kinsky. Generazioni di appartenenti alla famiglia fecero progressivamente carriera grazie ai propri meriti, all’abilità nell’amministrazione ed ai servizi resi al regno di Boemia.
Da nobili di campagna diventarono cavalieri, conti e perfino principi. Lo stemma della famiglia consiste in tre zanne di cinghiale in campo rosso (alcune fonti riportano tre denti di lupo).
Radslav Vchynsky (n. 1619) fu uno degli uomini più influenti del regno di Boemia e noto come abile amministratore. Ottenne l’elevazione allo stato signorile dall’imperatore Rodolfo II che aveva bisogno dell’influente sostegno della famiglia Kinsky.
Durante la Guerra dei trent’anni i Kinsky parteciparono alla lotta su diversi fronti. Ulrico Kinsky (dalla parte dei protestanti) partecipò alla defenestrazione di Praga, ove ebbe parte attiva nel precipitare dalle finestre i messi imperiali, fatto che secondo molti storici segna l’inizio della guerra.
Il suo fratello Guglielmo Vchynsky fu promosso conte nel 1628 e cambiò il suo cognome in Kinsky. Fu un sostenitore del famoso condottiero Alberto di Wallenstejn e insieme a lui fu assassinato a Cheb (Eger) nel 1634.
Un altro fratello, Venceslao, fu un sostenitore del re Mattia e per il valore dimostrato, nonchè per i servizi di comando durante la difesa di Praga contro i bavaresi, il nuovo re gli cedette due ricchi feudi, quello di Chlumec e quello di Kolin.
Alla metà del XVII secolo Francesco Ulrico Kinsky apportò alcuni cambiamenti al vecchio castello di Chlumec, che era la residenza principale della famiglia. Non potè purtroppo avvalersene molto perchè morì nel 1699 senza figli e il feudo passò nelle mani del fratello minore Venceslao Norberto Ottaviano.
Il conte era molto benestante e per poter assicurare i possessi alle future generazioni fece di Chlumec un fedecommesso familiare, ovvero un patrimonio indivisibile che si trasmette secondo un ordine di successione prestabilito. Durante la sua vita fu costruito a Chlumec il convento per l’Ordine dei Piaristi, il cosiddetto Loreto, oggi sede del museo cittadino.
Col crescere dell’influenza della famiglia si rese necessario costruire una residenza di rappresentanza, e negli anni 1721-1723 fu edificato il castello barocco Karlova Koruna.

KARLOVA KORUNA

Francesco Ferdinando Kinsky (1648-1741), cancelliere del regno di Boemia, non era più soddisfatto dalla residenza nell’antico castello sul fiume e si decise a costruire sulla collina che domina la città un nuovo castello. Per la costruzione convocò i migliori professionisti di quel tempo, l’architetto italiano Giovanni Santini Aichel e l’architetto praghese Frantisek Maximilian Kanka.
Il castello porta il nome di Karlova Koruna in ricordo del passaggio dell’imperatore Carlo VI, il quale lo visitò poco dopo la sua incoronazione a re di Boemia.
Il castello ha una pianta singolare, che ricorda una corona reale. E‘ composto da quattro parti, una centrale circolare, alla quale sono collegate obliquamente tre ali, ciascuna di tre vani.
Il castello è circondato da un parco di 20 ettari con piante rare e una serra in stile impero. Per la scarsità di spazio furono aggiunti all’edificio principale due fabbricati accessori, il cosiddetto Liechtenstein e il Terezian. Dopo il 1890 il castello fu abitato solo in occasioni particolari, e la famiglia occupò il più adatto Terezian.
Alla fine del XVIII secolo la famiglia Kinsky cominciò ad allevare cavalli da corsa e da caccia. Ottaviano Kinsky (1813-1896) fu cofondatore del Grande Steeplechase di Pardubice (sul modello del Grand National di Liverpool).
I cavalli dell’allevamento Kinsky erano regolarmente forniti all’esercito per la cavalleria.
La passione della famiglia per i cavalli è testimoniata anche dalla collezione di quadri a soggetto equestre del castello, tra i quali anche rari pezzi dell’atelier dei fratelli Hamilton.

Zdenko Radslav Kinsky (1896–1975) fu una nota personalità della nuova repubblica cecoslovacca. Durante la crisi di Monaco, nel 1938, prese l’iniziativa di una dichiarazione contro l’occupazione tedesca dei Sudeti presso il presidente della repubblica. In conseguenza di questo gesto durante la guerra la proprietà fu sottoposta all’amministrazione controllata tedesca.
Restaurò il castello Karlova Koruna, nel quale la famiglia si traferì nel 1936, non potendo tuttavia approfittarne per molto, perchè nel 1943 fu gravemente danneggiato da un incendio. Dopo il febbraio 1948 il regime comunista confiscò ai Kinsky ogni proprietà e trasformò il castello in museo di arte barocca.
Il figlio di Zdenko Radslav, Norbert (1924-2008) dopo gli eventi del febbraio 1948 visse con la famiglia in Italia fino al 1989, quando gli fu nuovamente consentito il ritorno in Cechia.
Nel 1992 – nel quadro delle restituzioni – il castello è ritornato in possesso della famiglia.
L’esposizione del museo è stata sostituita dall’arredamento originario, che consente uno sguardo complessivo sulla storia della famiglia e sull’allevamento dei cavalli a Chlumec.
Oggi sono proprietari del castello i figli di Norbert, i quali hanno fondato a Chlumec la società Kinsky dal Borgo, nel quale è conferito tutto il patrimonio familiare nella Repubblica Cèca.